25 Aug 2008

La storia delle cose

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Vi segnalo questo breve documentario di circa 20 minuti, tradotto in Italiano, in cui Annie Leonard illustra in modo semplice ed davvero efficace dove ci sta portando la corsa al PIL.
Per molti di noi si tratta di argomenti ben noti ma la qualità del filmato e la grande capacità di sintesi ne fanno un potente mezzo comunicativo, tanto che ho già provveduto a diffondere a tutta la mia personale mailing list 😉

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SITO WEB UFFICIALE (in inglese)
www.storyofstuff.com/

“La nostra economia incredibilmente produttiva ci richiede di elevare il consumismo al nostro stile di vita, di trasformare l’acquisto e l’uso di merci in rituale, di far si che la nostra realizzazione personale e spirituale venga ricercata nel consumismo. Abbiamo bisogno che sempre più beni vengano consumati, distrutti e rimpiazzati ad un ritmo sempre maggiore.”Victor Lebow, analista americano degli anni 50.

Leonardo De Togni

23 Aug 2008

“In marcia per il clima… fermiamo la febbre del pianeta”.

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Milano – Sabato 7 Giugno ’08. Una nutrita e motivata rappresentanza dei soci di “Perla Blu” (circa 15 persone), in compagnia degli altri circoli ambientalisti della provincia di Verona, si è recata a Milano (piazza San Babila) per aderire all’iniziativa nazionale promossa da Legambiente “In marcia per il clima … fermiamo la febbre del pianeta”. Si è trattato di un’esperienza che ha visto marciare una società civile molto variegata, composta da associazioni, da ambientalisti e simpatizzanti giovani, adulti e anziani di tutta Italia, con l’obiettivo di dar voce all’idea di un futuro più sostenibile e desiderabile.
Il tutto veicolato da una manifestazione allegra, variopinta e ben gestita in cui hanno trovato spazio problematiche locali ma soprattutto tematiche che affliggono l’intera umanità quali il riscaldamento globale e tutti i dissesti ambientali da esso derivanti.
La marcia per clima è stata pure l’occasione in cui promuovere ed appoggiare forme di energia rinnovabile (enormemente in ritardo nella loro applicazione e diffusione in Italia) al fine di fronteggiare i problemi legati all’emissione di CO2 in atmosfera i quali stanno rendendo il pianeta Terra sempre più febbricitante e malato.

11 Jun 2008

Nuova energia dal peso di un passo

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Roma – L’ecologia è il nuovo trend dell’ICT mondiale. Le aziende sono sempre più attente alle ricadute ambientali delle proprie infrastrutture e delle proprie tecnologie, ma la vera novità è che le fonti di energia alternativa si stanno facendo sempre più curiose e originali: chi avrebbe immaginato che fare la corsa per prendere il treno al volo potesse illuminare una stazione?

È quanto si accingono a realizzare nel Regno Unito, dove il pavimento della stazione di Victoria Station potrebbe trasformarsi presto in un generatore in grado di alimentare 6.500 lampadine. Secondo le stime dei tecnici che lavorano al progetto, il passaggio ogni ora di 34mila passeggeri dovrebbe essere in grado di garantire abbastanza energia da illuminare l’intera stazione, a patto ovviamente che si cammini con le proprie gambe senza imbambolarsi sui rulli.

L’idea è quella di utilizzare la pressione esercita dai piedi durante la rullata: il peso viene prima appoggiato sul tallone e poi scorre verso la punta, e questo movimento può essere sfruttato per far scorrere anche un liquido posto sotto il pavimento. Il flusso mette in movimento delle mini-turbine, che trasformano l’energia cinetica in energia elettrica, che a sua volta viene immagazzinata in delle batterie.

“Bisogna solo rendersi conto del fatto che tutte le strutture si muovono un po’ – spiega David Webb, uno degli ingegneri impegnato nella trasformazione di Victoria Station – Questo tipo di tecnologia serve appunto per sfruttare in modo utile l’energia prodotta da questo movimento”. Non soltanto i pavimenti possono essere sfruttati per questo scopo, ma anche le rotaie o i ponti dove transitano i treni: esperimenti in questo senso sono già stati portati a termine con successo, visto anche che la massa di locomotiva e vagoni e la velocità con la quale si spostano è decisamente superiore a quella di un passeggero.

I possibili sviluppi di questa tecnologia sono molteplici: qualsiasi oggetto in movimento, che si tratti di un elmetto calzato da un soldato o di una antenna sul tetto di un palazzo, potrebbe essere sfruttato per accumulare preziosa energia da utilizzare in seguito. Si tratta di tecnologia a portata di mano, che ha già visto alcuni prototipi funzionanti in circolazione, che probabilmente da sola non basterebbe a coprire l’intero fabbisogno di una città ma che potrebbe essere integrata con altre tecnologie per ridurre in maniera consistente la produzione di anidride carbonica causata dall’utilizzo di combustibili fossili.

È il caso, ad esempio, delle celle a combustibile. Da anni si discute di una loro sempre più imminente introduzione su larga scala, ma ora finalmente sembra che in Giappone si siano decisi a fare sul serio: sarebbero più di 3mila le famiglie di Tokyo pronte a far installare davanti alla propria abitazione un apparecchio per la cogenerazione di energia elettrica prodotto da Matsushita Electric. Un progetto che potrebbe espandersi velocemente, e che porrebbe la nazione del sol levante all’avanguardia nel cammino verso l’idrogeno.

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03 Jun 2008

Presentazione grafica sull’esaurimento delle risorse petrolifere

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www.aspoitalia.net

Associazione per lo studio del Picco del Petrolio

28 May 2008

Clima: G8, A Kobe si cerca la soluzione ma il nodo è politico

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Fonte: www.ansa.it

KOBE – La lotta è contro il tempo: il riscaldamento globale danneggia la terra in modo più rapido di molte previsioni e la corsa senza fine dei prezzi del petrolio rischia, paradossalmente, di accelerare la crescita delle emissioni di gas serra. Il quadro è allarmante e, per questo, scienziati e attivisti hanno invitato senza mezzi termini i ministri dei Paesi più industrializzati ad agire con tempestività. L’occasione del confronto cade durante il vertice ministeriale del G8, il Gruppo degli Otto Grandi, dedicato all’ambiente, che ha aperto i lavori a Kobe, in Giappone, per una tre giorni di confronto a tutto campo dedicato ai cambiamenti climatici.

Nel corso di una tavola rotonda, tenuta nel pomeriggio, gli ambientalisti hanno invitato ad adottare rapide azioni per arginare gli effetti del rialzo delle temperature nel mondo che, secondo gli scienziati, mette rischio su scala globale la sopravvivenza di gran parte della flora e della fauna esistente, e provoca fenomeni catastrofici come inondazioni e siccità. Alcuni dati su tutti: il rapido scioglimento dei ghiacci artici, l’aumento dei danni alle colture e altri problemi moltiplicano i loro effetti dannosi, ha affermato Bill Hare, del Potsdam Institute for Climate Impact Research. Durante l’estate, il ghiaccio nel mare Artico, per esempio, si è portato a livelli tanto bassi lo scorso anno da essere pari al 40% in meno della stima ipotizzata nel periodo tra il 1979 e il 2000. Il greggio schizzato oltre i 130 dollari al barile, incoraggia l’uso del carbone, combustibile molto più economico, ma anche molto più inquinante. “I recenti sviluppi nel settore energetico – ha proseguito Hare – sono fattori di rischio. E’ troppo presto per dire se si tratta di un cambiamento di modello, ma di certo è un fattore di rischio”. Il summit di Kobe è preparatorio per l’incontro del G8 del prossimo luglio, nell’isola di Hokkaido, dal quale ci si attendono indicazioni più precise sulla convergenza necessaria per il patto internazionale da firmare entro dicembre 2009 per combattere il riscaldamento globale. L’anno prossimo sarà dunque la presidenza italiana del G8 ad assumere un ruolo importante per la ricerca di un difficile consenso su un tema tanto cruciale: l’esordio internazionale a Kobe del neo ministro Stefania Prestigiacomo si inquadra anche in questa prospettiva. Non a caso il minsitro ha avuto un incontro diretto con il responsabile statunitense dell’ambiente, Stephen Johnson. Prestigiacomo è intervenuta pure alla tavola rotonda sulla “biodiversità”, osservando che si tratta di una ricchezza da non disperdere, ma da capitalizzare, che “va intuita e percepita come un nostro capitale. Se saremo bravi a gestire le risorse rinnovabili e a garantire che le nostre economie divengano sempre più sostenibili, il futuro dei nostri Paesi potrà avere molti problemi in meno da affrontare”. Yvo de Boer, il responsabile delle questioni climatiche dell’Onu, ha spiegato che si aspetta che l’appuntamento di Kobe riesca a impostare la fase decisiva per il vertice di Hokkaido. I paesi del G8, (di cui fanno parte Stati Uniti, Giappone, Russia, Gran Bretagna, Germania, Francia, Italia e Canada), hanno la necessità di determinare gli obiettivi di medio termine per le emissioni di anidride carbonica entro il 2020, con un chiaro impegno sul trasferimento di tecnologie pulite ai Paesi in via di sviluppo. I primi incontri di Kobe hanno evidenziato ancora divisioni, con Paesi, come il Giappone, che hanno chiesto maggiore impegno a quelli in via di sviluppo che, a loro volta (il Brasile, ad esempio), hanno sottolineato che le nazioni ricche devono aiutare quelle più povere con il trasferimento di tecnologia. Hilary Benn, capo delle questioni ambientali britanniche, ha sostenuto che il mondo non ha scelta adesso che gli scienziati hanno dimostrato che la terra non può che assorbire che una quantità limitata di gas serra prima che le temperature troppo alte. “Il problema fondamentale che abbiamo è solo politico”, ha aggiunto.